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	<title>Il serf</title>
	<link>http://lorf.surfblog.it</link>
	<description>spiegato anche male</description>
	<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 09:55:37 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
			<item>
		<title>Il boa non Ã¨ un serpente: meteo sicuro 1.0</title>
		<link>http://lorf.surfblog.it/2009/10/24/il-boa-non-e-un-serpente-meteo-sicuro-10/</link>
		<comments>http://lorf.surfblog.it/2009/10/24/il-boa-non-e-un-serpente-meteo-sicuro-10/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 09:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[equipaggiarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[A beneficio di chi, come me:
1. fa il serf sulla costa a nord di Roma
2. ritiene che le previsioni abbiano un senso molto relativo
3. pensa che sia meglio affidarsi alla scienza esatta
Fornisco questa immagine in cui troviamo:
a. la posizione della boa di Capo Linaro
b. la rosa dei venti

Le istruzioni sono le seguenti:
1. apri http://64.246.9.130:5555/ron/aspetti/boa.asp?ID=civ e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A beneficio di chi, come me:</p>
<p>1. fa il serf sulla costa a nord di Roma<br />
2. ritiene che le previsioni abbiano un senso molto relativo<br />
3. pensa che sia meglio affidarsi alla scienza esatta</p>
<p>Fornisco questa immagine in cui troviamo:</p>
<p>a. la posizione della boa di Capo Linaro<br />
b. la rosa dei venti</p>
<p><img src="http://lorf.surfblog.it/files/2009/10/boa.jpg" height="400"/></p>
<p>Le istruzioni sono le seguenti:</p>
<p>1. apri http://64.246.9.130:5555/ron/aspetti/boa.asp?ID=civ e studia altezza dell&#8217;onda, periodo, direzione del vento etc. etc.<br />
2. apri l&#8217;immagine e traccia le dovute conseguenze</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Banzai suicide. Nulla sarÃ  come prima</title>
		<link>http://lorf.surfblog.it/2009/09/03/banzai-suicide-nulla-sara-come-prima/</link>
		<comments>http://lorf.surfblog.it/2009/09/03/banzai-suicide-nulla-sara-come-prima/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 06:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[spot italiani]]></category>

		<category><![CDATA[serf estremo]]></category>

		<category><![CDATA[sono un serfista]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 29 agosto 2009 sono stato a Banzai con A. e N. Non c&#8217;erano onde, o perlomeno io non ne vedevo di sufficientemente grandi. Non ho resistito, perÃ², e sono entrato in acqua quando ho visto 6 presunti serfisti affollarsi sull&#8217;unico punto in cui il microscopico moto ondoso produceva schiuma.
Erano campani in gita a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 29 agosto 2009 sono stato a Banzai con A. e N. Non c&#8217;erano onde, o perlomeno io non ne vedevo di sufficientemente grandi. Non ho resistito, perÃ², e sono entrato in acqua quando ho visto 6 presunti serfisti affollarsi sull&#8217;unico punto in cui il microscopico moto ondoso produceva schiuma.</p>
<p>Erano campani in gita a Santa Marinella. Avevano tutti delle tavole molto lunghe e sembravano molto eccitati. Discutevano di luoghi esotici come il Marocco e la Costarica. Ad ogni piccola variazione di altezza della superficie dell&#8217;acqua urlavano cose come: &#8220;questa Ã¨ tutta tua&#8221; oppure &#8220;eccola&#8221; o semplicemente un &#8220;ooo&#8221; di spavento/ammirazione. Addirittura ho sentito questa battuta: &#8220;preferisci le onde o Tommaso in questo periodo?&#8221; (la risposta Ã¨ stata &#8220;le onde&#8221;).</p>
<p>Fra di loro c&#8217;era anche una gerarchia serfistica. Una ragazza (1), la fidanzata di Tommaso, sembrava la piÃ¹ attiva ed entusiasta e si comportava da leader. Ne faceva le spese un&#8217;altra ragazza (2) che stava per lo piÃ¹ seduta su un gigantesco longboard, ben lontana dal micropicco e dunque con scarsissime possibilitÃ  di prendere una qualche microonda. La ragazza-leader, quando non inseguiva montagne d&#8217;acqua che vedeva solo lei,  la tormentava dicendo &#8220;la senti la tavola? E&#8217; troppo lunga? Dai rema, devi stare dritta, guarda le onde, girati in fretta&#8221; etc. A questo mantra si aggiungevano i saggissimi consigli di un altro ragazzo (3), ben piazzato e con l&#8217;aria di chi la sapeva lunghissima. A un certo punto le ha detto anche: &#8220;quando si Ã¨ in mare non ci si aggiustano i capelli&#8221;.</p>
<p>PiÃ¹ a destra, in un&#8217;area se possibile anche piÃ¹ sfortunata, giaceva su un bodyboard la ragazza n. 3. La ragazza-leader si premurava di lanciare urla anche a lei. In questo caso sembrava davvero prenderla in giro perchÃ© le intimava di partire su declivi ondosi cosÃ¬ poco scoscesi che nessuno, neanche il campione mondiale di bodyboard, sarebbe riuscito a prendere. La ragazza 3 dimostrava molta voglia di fare, al contrario della ragazza 2 che invece sembrava percepire le parole degli altri come un qualcosa piÃ¹ vicino alla lallazione di un bambino che non a un messaggio linguistico articolato e compiuto. A un certo punto ho dovuto dir loro di farla partire un po&#8217; piÃ¹ al centro, se non altro per darle una possibilitÃ  in piÃ¹ di non distruggersi gli arti inferiori sulle rocce del fondale di Banzai (neanche a dirlo, il mio consiglio Ã¨ scivolato via come una glossolalia rituale).</p>
<p>Quanto a me stavo male. Invocavo diverse divinitÃ  del mare, greche latine e bahiane, affinchÃ© mi inviassero almeno 30 cm di onda, ma niente. Non arrivava. Quelle microondine che prendevo, e su cui si accalcavano tutti, non mi permettevano una corsa piÃ¹ lunga di 3, forse 4 metri. Non mi davano alcuna soddisfazione, non mi procuravano nessuna gioia, nessuno stimolo.</p>
<p>Una brutta sensazione che probabilmente era stampata sul mio viso. Rivedevo la mia faccia di qualche anno prima nelle facce dei gitanti campani e nei loro sguardi verso di me rivedevo quelli che tante volte ho lanciato io a serfisti che ritenevo esperti e stupidamente depressi in giornate che io ritenevo buone per praticare il serf. Un gioco di specchi che non faceva che aumentare il mio senso di oppressione e tristezza. Ma la cosa che piÃ¹ mi turbava era il fatto che quelle persone si stavano comportando come se ci fossero onde serfabili, e anche grosse, pericolose. Discutevano di precedenze, di spalle, di come eseguire le manovre&#8230; mi sembravano completamente fuori di senno o in preda a allucinazioni collettive.</p>
<p>Non avrei dovuto buttarmi in acqua e non avrei dovuto ridurmi in quelle condizioni di frustrazione perchÃ© alla fine non ho resistito. Dopo aver sentito la frase &#8220;amo questo spot&#8221; associato all&#8217;ennesima espressione di meraviglia/spavento ho detto ad alta voce: &#8220;RegÃ , il mare Ã¨ piatto&#8221;. E mi sono sentito un idiota per aver provocato un silenzio grave e una sensazione di imbarazzo di cui i sei campani non avevano assolutamente bisogno. Per di piÃ¹ dopo un minuto me ne sono andato via, e dovevo avere l&#8217;aria disgustata.</p>
<p>Chiedo scusa ai presenti, non era mia intenzione esprimere un tale disprezzo per una situazione che, invece, era assolutamente positiva e piacevole. Gitanti campani, non meritavate quella frase. Sono io lo stupido, sono io ad essere cambiato.</p>
<p>p.s. Un saluto a Willy, che ho incontrato sulla strada per Pura Vida. Non so, forse eri stanco, ma anche tu avevi la faccia depressa quel giorno. E i miei complimenti per la tua famiglia :-)</p>
<p>p.p.s. Comunque mi sono rifatto il giorno dopo: un&#8217;ottima session mattutina a Cerenova e una (meno bella) a Banzai intorno a mezzogiorno.</p>
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		<title>A very boring history of surfing in Italy</title>
		<link>http://lorf.surfblog.it/2009/08/26/a-very-boring-history-of-surf-in-italy/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 14:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che l&#8217;articolo in cui Fracas ricordava le sue origini serfistiche abbia scatenato l&#8217;ennesima gara a chi ha serfato per primo in Italia. 
Sembra che si debba scendere nel Lazio, e nel 1960, per trovare la prima onda italiana mai serfata.
Dice che la nazionale di nuoto americana, in quell&#8217;anno (olimpiadi), portÃ² con sÃ© un hollow, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che <a href="http://lorf.surfblog.it/2009/03/04/definitivamente-il-serfista-zero/">l&#8217;articolo in cui Fracas ricordava le sue origini serfistiche</a> abbia scatenato l&#8217;ennesima gara a chi ha serfato per primo in Italia. </p>
<p>Sembra che si debba scendere nel Lazio, e nel 1960, per trovare la prima onda italiana mai serfata.</p>
<p>Dice che la nazionale di nuoto americana, in quell&#8217;anno (olimpiadi), portÃ² con sÃ© un <em>hollow</em>, usandolo sulle coste laziali e lasciandolo provare a qualche autoctono.</p>
<p>Uf, che palle, mi sono stancato di fare l&#8217;update della storia del serf italiano.</p>
<p>Mi sento una specie di pallottoliere segnapunti. </p>
<p>E poi, ormai, siamo arrivati agli asini che volano. Tra un po&#8217; uscirÃ  un qualche vecchietto hawaiano di 90 anni il cui padre cavalcÃ² il Sale o chessÃ², il reef di S. M. di Leuca. Nel 1890, ovviamente.</p>
<p>Comunque: la storia del serf italiano non cambia granchÃ© dopo queste &#8220;scoperte&#8221; anzi, non cambia affatto. </p>
<p>Cambierebbe, ad esempio, ma di poco, se scoprissimo che gli uomini dei nuraghi avevano tavole da serf. Cosa improbabile ma non impossibile, direi.</p>
<p>Per il resto si tratta solo di storia &#8220;evenemenziale&#8221;. Eventi sempre piÃ¹ lontani nel tempo ma sempre meno importanti per lo sviluppo del serf in Italia perchÃ¨ isolati. Tutto, ovviamente, sulle pagine di <a href="www.surfnews.com">surfnews</a>.</p>
<p>p.s. @Nicola Zanella: vertigginosamente.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Breath</title>
		<link>http://lorf.surfblog.it/2009/07/24/breath/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 07:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggete questa:

&#8220;Parlavamo di abilitÃ , coraggio e buona sorte - condividemmo questo, fino a ritrovarci a sfidare la morte sulle nostre tavole - ma in me continuÃ² sempre a prevalere la sensazione proibita di essere toccato dalla grazia, come se danzare sull&#8217;acqua fosse la cosa migliore e piÃ¹ eroica che un uomo potesse fare&#8221;


E questa, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggete questa:</p>
<blockquote><p>
&#8220;Parlavamo di abilitÃ , coraggio e buona sorte - condividemmo questo, fino a ritrovarci a sfidare la morte sulle nostre tavole - ma in me continuÃ² sempre a prevalere la sensazione proibita di essere toccato dalla grazia, come se danzare sull&#8217;acqua fosse la cosa migliore e piÃ¹ eroica che un uomo potesse fare&#8221;
</p>
</blockquote>
<p>E questa, quando il protagonista vede per la prima volta dei ragazzi fare surf:</p>
<blockquote><p>
&#8220;Allora ero ancora troppo piccolo per trovare le parole adatte, ma piÃ¹ tardi ho capito cosa Ã¨ stato a catturare la mia fantasia, quel giorno. Era cosÃ¬ strano, vedere degli uomini che facevano qualcosa di bello&#8221;
</p>
</blockquote>
<p>La prima onda:</p>
<blockquote><p>
Non dimenticherÃ² mai la mia prima onda, quella mattina. L&#8217;odore di paraffina e sale. Il modo in cui l&#8217;acqua si gonfiÃ² sotto di me come un corpo che si tende nell&#8217;aria. Il modo in cui l&#8217;onda mi spinse in avanti e io balzai in piedi, surfando con il vento che mi rimbombava nelle orecchie. Mi allungai di traverso lungo quel muro d&#8217;acqua e la tavola mi seguÃ¬ come fosse un tutt&#8217;uno con il mio corpo e la mia mente. Gli spruzzi che mi accecavano. Migliaia di particelle luminose.<br />
Ricordo la figura solitaria in piedi sulla spiaggia e il sorriso di Loonie come un lampo, mentre gli passavo accanto; ero letteralmente intossicato. E per quanto sia arrivato alla vecchiaia, con i miei momenti di felicitÃ  in mezzo ai tanti casini che ho combinato, continuo a paragonare ogni istante di gioia, ogni vittoria e ogni rivelazione a quei pochi secondi di vita.&#8221;
</p>
</blockquote>
<p>Io ho avuto brividi. Mi sono ritrovato a ridere in solitudine davanti a un libro, e questa Ã¨ una cosa che mi succede raramente.</p>
<p>E&#8217; &#8220;Respiro&#8221; di Tim Winton. Una lettura che consiglio a tutti (la storia Ã¨ appassionante e ben scritta), ma che solo un surfista puÃ² gustare fino in fondo, esplorando quella strana interazione che c&#8217;Ã¨ fra ciÃ² che <em>si sa</em>, per averlo vissuto in prima persona, e le pagine di un libro. </p>
<p align="center"><img src="http://www.neripozza.it/_files/libri/copertine/respiro.jpg" /></p>
<p>Per chi pratica l&#8217;arte lo definirei un romanzo <em>solido</em>, o anche un <em>romanzo+</em>.</p>
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