In una tipica giornata di onde, presso uno spot mediamente conosciuto, vediamo dei serfisti in acqua. Il loro numero può variare molto o poco ma quasi sempre individuiamo un “gruppo” che si muove in maniera discretamente compatta.
Il movimento è fluido e quindi siamo portati a pensare che vi sia una “saggezza” nel fatto che lì vi sia un assembramento e che quell’assembramento si muova in quel modo invece che in un altro.
E invece no, o perlomeno quasi sempre no. O meglio: v’è una ratio al riguardo - spesso dovuta all’iniziativa di singoli serfisti - ma questa non è misurabile in gradi di saggezza se non in seconda battuta, a cose fatte. Il movimento dei serfisti in acqua, infatti, è un sistema “caotico” ma non “casuale”: non possiamo prevederne i contorni in una situazione data (è dipendente dall’andamento del moto ondoso e quindi da qualcosa di prevedibile solo a livello statistico o in base a un modello stocastico*), ma è il risultato di un’attività cosciente e - si spera - razionale.
Insomma, i serfisti in acqua si muovono in greggi o, se più vi piace, in stormi. E le dinamiche di gregge o stormo possono anche essere affascinanti ma portano con sé - insieme ai fattori positivi - delle ottusità mostruose.
Per esempio: posto il fatto che l’intenzione di un serfista in acqua dovrebbe esse: “trova il punto migliore per prendere l’onda buona”, lo stimolo primordiale è: “proteggi te stesso” che, a livello di gregge, diventa: “fidati degli altri serfisti, fa come loro”.
Il ché, come è facile intuire, è un grosso limite perché:
1. non è detto che si facciano i movimenti migliori; in un branco sono in pochi a decidere davvero dove e come posizionarsi mentre tutti gli altri non fanno altro che seguire la massa (che poi può diventare “critica”);
2. non è detto che questi “leaders” o decisori siano anche i migliori “locatori” di quel determinato spot.
Ne risulta che in luoghi dove determinare il punto di frangenza delle onde migliore non è così facile o scontato (ad esempio su una spiaggia, dove le mareggiate sconvolgono spesso la geografia dei banchi di sabbia sottomarini che generano i punti di frangenza) i serfisti si mettano tutti (o quasi) nel punto sbagliato in virtù di “tradizioni” passate (ad esempio di fronte ad Ocean Surf) o in base alle scelte di uno di loro che, magari, si butta in quel tratto di mare da poco tempo e/o non ha fatto (o non è in grado di fare) un buon check-up della situazione.
Chi di serf ne sa qualcosa penserà che negli spot su roccia i “punti” attorno ai quali i serfisti si dispongono sono sempre gli stessi perché il picco è quello e basta. Ciò è vero in parte, nel senso che in questi casi la dinamica del branco prende pieghe diverse: succede ad esempio che molti si vanno a buttare nello spot considerato più “consistente” o sul point senza nemmeno guardare il mare e in base solo al numero di persone che in quel momento è in acqua, tralasciando tutto il resto.
E veniamo all’esempio che mi riguarda:
Sabato 23 c’era un’ottima scaduta, a detta di qualcuno non faceva onde così belle da almeno un anno. Più o meno 2 metri, lisce. Io non ho potuto esserci ma, a detta di M., Banzai era così pieno che si serfava sui corpi.
Domenica 24, invece, c’era la scaduta della scaduta: dai 70 ai 50 cm, davvero lisci, languidi e poco frequenti. Io stavolta c’ero (e meno male): ho serfato a Banzai per 45 minuti con 2 persone e per 1 ora con una papera (lei era agli inizi però, ha fatto almeno 2 wipeouts).
Ora il ragionamento è questo: se sabato fossi stato a Banzai, avrei preso al massimo 2 onde in 2 ore. Probabilmente avrei rischiato la mia e l’altrui vita decollando su qualche testa o intralciando qualche aitante prò.
Domenica, invece, ho fatto serf. Serf italiano, Mediterraneo, ma serf. E, vi assicuro, ho trovato Banzai affollato con onde molto peggiori.
Perché, come è potuto succedere? La risposta è che la legge del “fidati degli altri serfisti, fa come loro”, del ragionare con la testa e le braccia degli altri, può metterti al riparo da bagnetti e sessions di serf estremo, ma alla fine si rivela una vera idiozia.
Risultato: quelli che hanno preso belle onde di sabato sono rimasti a casa. E quelli che non ne hanno presa nemmeno una anche.
Amo il branco. E’ un meccanismo che salva dalla massa il serfista estremo del Mediterraneo.
* Wao, ce l’ho fatta, ho scritto “stocastico” su un post. Vedi M.? Anch’io so usare “stocastico”, brutto filosofo dei miei stivali.