Visto anche quanto scritto in precedenza mi sembra di capire che citare il serf in filosofia vada di gran moda. Se poi di mezzo ci metti il cinema, bum!
Ho trovato questo C. Boracchi su “Comunicazione Filosofica n. 10 - maggio 2002″ che intitola il suo articolo, leggete un po’:
L’eterotopia del surf, fra ilozoismo e logica proposizionale.
Mi fermerò al titolo, usando prima di tutto wikipedia, e aggiungendo che l’articolo del Boracchi parla essenzialmente di “Un mercoledì da Leoni”.
1. l’eterotopia è un termine, coniato dal filosofo francese Michel Foucault per indicare «quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano». Eterotopico è, per esempio, lo specchio, in cui ci vediamo dove non siamo, in uno spazio irreale che si apre virtualmente dietro la superficie ma che, al contempo, è un posto assolutamente reale, connesso a tutto lo spazio che lo circonda. Un altro esempio di eterotopo è il cimitero, unione/separazione simbolica della città dei vivi e dei morti, «l’altra città in cui ogni famiglia possiede la sua nera dimora». Come sono eterotopie teatri, cinema, treni, giardini, collegi, camere d’albergo, manicomi, prigioni…
2. l’ilozoismo comprende tutte le concezioni filosofiche che considerano la materia come una forza dinamica vivente che ha in sé stessa animazione, movimento e sensibilità.
3. la logica proposizionale è un linguaggio formale con una semplice struttura sintattica, basata fondamentalmente su proposizioni elementari (atomi) e su connettivi logici di tipo vero-funzionale, che restituiscono il valore di verità di una proposizione in base al valore di verità delle proposizioni connesse (solitamente noti come AND, OR, NOT…).
Capite? No? Meglio così. Vi lascio alcune perle:
“il modello di montaggio messo in atto porta ad una possibilità di interpretazione che riporta al quadrato proposizionale di matrice aristotelico-medioevale”
“l’aspetto più interessante è legato alla presentazione di un tempo disforico di contro alla isotopia del surf descritta dal regista in una visione euforica del tempo”
Ultima domanda: perché non vanno al mare e si buttano in acqua?