M2
M ha letto Fattore M e dice che sono un ingrato. Dice che se non c’era lui col cazzo che continuavo a serfare. In più mi invita a raccontare l’ultimo evento che ci ha coinvolto e io lo faccio.
E’ rimasto senza benzina sulla Roma-Civitavecchia e ciò non sarebbe poi così grave se non fosse che per tutto il viaggio di ritorno ha fatto il coatto sgassando a palla per superarmi a 200 allora e poi quasi inchiodarmi davanti.
Io avevo una serie di 5-10 appuntamenti importantissimi ai quali non sono andato per tirarlo fuori dall’impaccio.
Quando ho osato dirgli che poteva evitare di fare il coglione si è indignato e mi ha detto la cosa seguente:
“Ero un Rilke dei motori che poetava su onde d’asfalto”
Che gli avreste fatto voi? Io dapprima ho pensato di cospargerlo di benzina e dargli fuoco. Poi ho ragionato sul fatto che più volte, in motorino, mi è capitato di pensare alla mia carreggiata come alla spalla di un’onda, alle macchine in fila sulla mia carreggiata come alla cresta che rovina giù, alla carreggiata opposta come alla “fine della corsa”, il luogo nel quale puoi sconfinare solo per quei brevissimi periodi di tempo necessari a evitare la schiuma che avanza…
Ho pensato a tutto questo, dimenticando l’intento incendiario.