Archive for Dicembre, 2007

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Posted in varie on Dicembre 31st, 2007

Facene dall’elicottero

Somewhere somehow

Aurosurf News

Posted in i primi serfisti d'italia on Dicembre 20th, 2007

Andrea Tazzari, classe ‘64, è chiaramente un fondatore di professione. Se cerchi il suo nome sui motori di ricerca scopri che a un certo punto è migrato verso l’India orientale e ha fondato la radio di Auroville, una città di fricchettoni non troppo rincoglioniti, se è vero che:

“The purpose of Auroville is to realise human unity – in diversity. Today Auroville is recognised as the first and only internationally endorsed ongoing experiment in human unity and transformation of consciousness, also concerned with - and practically researching into - sustainable living and the future cultural, environmental, social and spiritual needs of mankind.”

auroville, interno

Poi vai su SurfNews magazine e scopri che nella primavera del 1994 fu lui a inventare quella che possiamo considerare una delle più blasonate riviste italiane di serf.

Non pago è co-fondatore della FISO (Federazione Italiana Surf da Onda).

Ma c’è di più. L’attuale yogi integrale radiofonico di Auroville è stato il primo serfista adriatico. Ha fondato una tradizione che, come ho già scritto, si nutre di puro amore per la disciplina.

Il Tazzari sembra irraggiungibile ma qualche traccia la lascia. L’ultima volta si è loggato su surfreport nel settembre del 2007.

Il primo amore non si scorda mai, specialmente se è il serf.

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Posted in varie on Dicembre 12th, 2007

Alaska, frozen tidal wave 1

 

Alaska, a frozen tidal wave

Il Bardellini e i serfisti di montagna

Posted in spot italiani, serf italiano on Dicembre 11th, 2007

A Levanto ci sono onde grandi. Rompono in quattro o cinque punti diversi della baia, a seconda della direzione e della consistenza delle mareggiate. Alcuni pensano che alcune di esse siano le più grandi d’Italia, ma è difficile dir questo in presenza di luoghi come Capo Mannu o Sa Tonnara.

Levanto

A Levanto il serf non è arrivato prestissimo e probabilmente le potenzialità del luogo non sono state capite dai locali fino a quando qualcuno dei protoserfisti liguri o versiliesi, è calato in paese da nord o da sud.

Da Tuttospezia.it

Parliamo di almeno 20 anni fà, quando il primo surfista levantese mette piede in acqua. Il suo nome è Massimo Bardellini che tutt’ora pratica questo sport nel suo tempo libero. Da quel giorno sono cambiate molte cose, tutto è molto piu facile ossia non per quel che riguarda fare surf come sport, ma per come poterlo intraprendere, “conoscere”:

Massimo Bardellini
Massimo Bardellini

attraverso riviste, filmati, negozi di settore ossia tutto quello che può portarti a provare una certa curiosità verso questa disciplina che fino a qualche anno fà era del tutto sconosciuta in Italia.
Dobbiamo per questo rendere merito a persone come Massimo che hanno creduto nel surf tenendo duro, andando contro corrente a volte anche snobbati dalla gente e da tutti coloro che praticavano altri sport sicuramente molto più conosciuti e facili da concepire in Italia.
Col passare deglii anni queste persone sono diventate sempre di più, tanto che si iniziava a vedere il surf non piu con quello scetticismo che l’aveva accompagnato fino ad allora, anzi inizia piano piano a suscitare curiosità che altri sport, ormai da troppo tempo praticati, hanno perso.

Uno dei fattori che rendono Levanto particolare è il fatto che sia pieno di serfisti di montagna. Piemontesi, lombardi, emiliani dell’ovest e anche molti svizzeri trovano in Levanto la Mecca del serf. Sono di montagna non perché abitano in montagna ma perché per serfare devono valicare delle catene montuose.

Non si sa quando questa invasione sia cominciata ma sembra che i levantesi non ci facciano caso più di tanto. Il risultato, però, è il sovraffollamento.

Outing please 2.0

Posted in news & media watching on Dicembre 6th, 2007

Caro il mio giornalista/serfista di Repubblica.it, non pensare che noi si demorda!

Lo sappiamo che hai fatto pubblicare

  1. la bufala del sushi-roll (l’avevano già fatta quella manovra),
  2. la (scontata) vittoria di Fanning in Brasile,
  3. la storia di Bethany che ri-serfa pur senza un braccio (un po’ vecchiotta).

L’ultima roba che hai mandato però, quella sui serfsti di Pegli, ti scopre. Eh sì, perché hai provato a mandarla alla redazione nazionale ma ti hanno snobbato, allora l’hai pubblicata sulla pagina locale di Genova, vero? Solo più tardi l’hanno messa in prima pagina…

Ora sappiamo da dove vieni, caro mio, il cerchio si stringe! Dichiara il tuo serfismo, dicci nome e cognome, e facciamola finita.Se lo farai subito non subirai conseguenze rilevanti.

Big wave, dude

Posted in serf italiano on Dicembre 5th, 2007

E’ capitato a tutti i serfisti d’Italia di dover giustificare il proprio serfismo di fronte a un bellimbusto qualsiasi che ti dice: “Ehi, qui non ci sono le onde dell’oceano”.

Ecco una terapia per questi personaggi. Fategli vedere prima questa:

Genova
(Liguria)

Poi questa:

Litorale pontino
(Litorale pontino)

E poi questa.

Sa Tonnara, Sardegna
(Sardegna)

Se ancora non ne hanno abbastanza (potrebbero dire ad esempio: “sì ma questi sono casi eccezionali”) portateli presso un qualsivoglia spot con 1m di onda e mare attivo. Dategli la tavola, mettetegli la muta addosso e ditegli: “Ora buttati”. Se non si muovono urlategli: “ORA BUTTATI!!”. O anche “ENTRA IN ACQUA BUFFONE!!!.

Se ancora non si muovono fuggite con i loro vestiti.

 

 

 

Quella volta

Posted in sono un serfista on Dicembre 4th, 2007

Arriva, a un certo punto. Passano settimane, la vita quotidiana ti piega, ti impigrisce. Non vai più a correre, non ti muovi più. Vai solo al serf quando puoi, cioé di rado, perché le giornate sono corte e il lavoro finisce tardi.

E’ così che a un certo punto, durante una mareggiata un po’ impegnativa, vedi che non ce la fai. Gli altri arrivano sul punto buono per prendere l’onda e tu no. Sì, c’è la corrente. Sì, hai avuto 3 giorni pieni di mal di testa e ti fa male un dente. Ma tu al punto non ci arrivi, remi ma non basta, gli altri invece sì. Quindi ti metti un po’ più giù, sperando in un’onda anomala che non arriverà, ti fai portare dalla corrente e ti ritrovi in un canale melmoso, da dove non puoi far altro che spiaggiare. Ti ricordi di quando hai iniziato, era esattamente così… Sei tornato indietro, ti sei lasciato andare, devi ricominciare da capo.

A una certa età dirsi queste cose è brutto. I ragazzini volteggiano e tu sei lì, a riva, col coccolone. Fino a quando non ti guardi intorno e dici: “Wao, è dicembre e io sono qui, vestito da supereroe con una tavola da serf in mano”. Respiri il libeccio e guardi i cavalloni frangersi sui ciottoli tondi della Roccetta. “Be’, poteva andare peggio”, pensi, e ti ributti in acqua, pronto a farti prendere a schiaffi un’altra volta.

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Posted in varie on Dicembre 1st, 2007

Costa della Norvegia, 12 giugno 1976

Kiberg on the coast of Finnmark, taken 12 June 1976 by Fjellanger Widerøe


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