I pescatori
Posted in il campo da giuoco, serf estremo on Settembre 29th, 2007In giornate di serf estremo, e cioè quando il mare non fa più di 20cm, individui particolarmente inquietanti si aggirano per le spiagge e sugli scogli. Sono vestiti da militari - manca solo il fucile ma il coltello ce l’hanno - e hanno un atteggiamento trionfale, sembra che siano molto fieri. Portano con sé tende da campo, derrate alimentari, secchioni pieni di sostanze organiche putride e una ingente quantità di lunghi bastoni retraibili su cui passa un lungo filo governato da uno strano e ululante avvolgitore meccanico. Alla fine del filo mettono malevoli uncini a cui infilzano le sostante organiche del secchio: lanciando tutto ciò in mare intendono catturare pesci.
Questi paramilitari si piazzano da qualche parte e lanciano cinque o sei uncini nel nostro agonizzante mare. Forse si rendono conto di quanto sia deprimente il loro atteggiamento, ma continuano con pervicacia a voler catturare pesci. Quando ciò avviene, un macabro sorriso gli si stampa in faccia ma il più delle volte, fortunatamente, non succede niente per ore e ore, a parte il fatto che si innervosiscono e iniziano a farmi grossi cenni con le mani con cui intendono dirmi “vai via”. Se vado a riva per parlarci loro dicono: “fai rumore” o “ti impigli”.
Ma io non vado via, ho più diritto io di stare lì, perché è vero che io sto facendo una cosa improbabile, ma è anche vero che io almeno non ammazzo i pesci.
Sono loro a dover scomparire. Non bastano le navi-industria che desertificano i mari. Ci vogliono anche i paramilitari con le tende e i secchi putridi. Che vadano in uno di quei laghetti dove i loro simili lanciano pesci per poi cercare di riprenderseli. E soprattutto che lascino stare i poveri serfisti estremi come me.