Archive for Settembre, 2007

I pescatori

Posted in il campo da giuoco, serf estremo on Settembre 29th, 2007

In giornate di serf estremo, e cioè quando il mare non fa più di 20cm, individui particolarmente inquietanti si aggirano per le spiagge e sugli scogli. Sono vestiti da militari - manca solo il fucile ma il coltello ce l’hanno - e hanno un atteggiamento trionfale, sembra che siano molto fieri. Portano con sé tende da campo, derrate alimentari, secchioni pieni di sostanze organiche putride e una ingente quantità di lunghi bastoni retraibili su cui passa un lungo filo governato da uno strano e ululante avvolgitore meccanico. Alla fine del filo mettono malevoli uncini a cui infilzano le sostante organiche del secchio: lanciando tutto ciò in mare intendono catturare pesci.

Questi paramilitari si piazzano da qualche parte e lanciano cinque o sei uncini nel nostro agonizzante mare. Forse si rendono conto di quanto sia deprimente il loro atteggiamento, ma continuano con pervicacia a voler catturare pesci. Quando ciò avviene, un macabro sorriso gli si stampa in faccia ma il più delle volte, fortunatamente, non succede niente per ore e ore, a parte il fatto che si innervosiscono e iniziano a farmi grossi cenni con le mani con cui intendono dirmi “vai via”. Se vado a riva per parlarci loro dicono: “fai rumore” o “ti impigli”.

Ma io non vado via, ho più diritto io di stare lì, perché è vero che io sto facendo una cosa improbabile, ma è anche vero che io almeno non ammazzo i pesci.

Sono loro a dover scomparire. Non bastano le navi-industria che desertificano i mari. Ci vogliono anche i paramilitari con le tende e i secchi putridi. Che vadano in uno di quei laghetti dove i loro simili lanciano pesci per poi cercare di riprenderseli. E soprattutto che lascino stare i poveri serfisti estremi come me.

Tutti gli altri serfisti

Posted in il campo da giuoco on Settembre 27th, 2007

La maggior parte dei serfisti non sono né prò (troppo faticoso) né localz (mica sono tutti fortunati!) e si suddividono in:

  1. persone con la passione per il serf;
  2. persone senza passione per il serf ma coinvolte da persone con la passione;
  3. orribili e imbelli posatori.

Fortunatamente i serfisti della categoria 1 sono sempre tanti. Grazie a loro fare il serf è bello.

Il serfista del Sinis

Posted in serf italiano on Settembre 25th, 2007

Al di là dei primi nuragici (2000-1500 a. c.) chi è il primo ad aver preso un’onda in Sardegna?

Nel 1982, quando per la prima volta andai sulla costa ovest (non ci sono più tornato da quando faccio serf, ma prima sì) vidi che a S’Archittu, Sa Tabula Rasa, Sa Mesa Longa, Su Cuccuru Mannu (cioè Capo Mannu) non girava quasi un’anima, nemmeno d’estate. Andavo per spiagge e promontori della zona e raramente dovetti indossare indumenti (no, al supermercato non ci andavo nudo…). I pochi individui che incontravo in zona mi dicevano di stare alla larga dai promontori, che era pericoloso, e soprattutto di non buttarmi dall’archetto di S’Archittu.

Per qualche anno a seguire tornai sulla W-coast sarda ma di serfisti da onda non ne vidi neanche uno (si nascondevano? facevano i furbi?). L’unico indizio che mi riconduce al serf è il ricordo di un windserfista. A quel tempo era fra i pochi a fare quello sport e - a quanto vidi - l’unico ad avere una tavola da onda, di quelle corte che affondano. Si allenava sulla spiaggia di S. Giovanni di Sinis, dove c’erano delle capanne di pescatori ora rase al suolo, quando alzava il maestrale.

Sei tu, windserfista dell’82, ad aver staccato la vela dalla tavola? Oppure è stato qualcun altro da qualche altra parte, magari intorno a Cagliari? Oppure il primo serfista del mare sardo fu un non-sardo?

Domande che - sob - non avranno forse mai una risposta. Rimane stampato il ricordo di quel windserfista che girava in lungo e in largo per la baia di S. Giovanni. E Mal di Ventre faceva da sfondo.

Outing please

Posted in news & media watching on Settembre 13th, 2007

C’è un serfista nella redazione di Repubblica.it. Ecco l’impressionante escalation di articoli e reportage sul serf che ha tirato fuori in breve tempo:

  1. Un serfista che salva un cane nel lago Michigan (dice che c’erano ondone… vedendo Endless summer II non sembra… cmq)
  2. Kelly Slater sale sul palco con i Pearl Jam e Ben Harper
  3. Stabilito il record mondiale di serfisti su un’onda
  4. Le onde di marea nei fiumi brasiliani (anche se è copiato un bel po’ da un vecchio numero di surfnews)
  5. Dorian Paskowitz (vecchio serfista) dona tavole da serf ai palestinesi

Dai, esci fuori, dillo a tutti che stacchi proprio in tempo per andarti a prendere le onde del traghetto a Focene… lo abbiamo capito che sei malato come noi… Dai, ammetti che ci sei… se rispondi giuro che manterrò nascosta la tua identità.

Uccelli del malaugurio

Posted in il campo da giuoco on Settembre 6th, 2007

Ogni tanto nei spot  si aggira uno strano tipo di corvi. Li vedi da lontano, prima ancora di vedere la spiaggia e il mare, specialmente di maestrale ma anche con forte vento da terra. La loro forma è quella di un parapendio, di un aquilone, al di sotto del quale un bi-gamba si dimena inspiegabilmente.

Il brutto è che questi strani uccelli portano davvero sfiga. Molto spesso quando ci sono loro non c’è onda, o ce n’è molto poca (troppo vento). Se li vedi ti viene subito la depressione.

A volte poi non si accontentano di portare sfiga. Ti passano sopra a pochi centimetri e ti rubano lo spazio. Ieri (4 settembre) a Banzai c’erano 2 o 3 di questi corvi. I picchi erano superaffollati perché le onde (di scaduta) erano bellissime, ma i maledetti uccellacci le rubavano quasi tutte, nonostante le urla di odio dei serfisti.

I bagnanti

Posted in il campo da giuoco, sono un serfista on Settembre 5th, 2007

I bagnanti sono birilli di diverse altezze che vagano in estate per il campo da giuoco. A molti di loro piace mettersi nel punto esatto in cui passerà un serfista. Ad altri viene la voglia di prendere in faccia il labbro dell’onda urlando. Alcuni guardano imbambolati verso riva, altri verso il largo. I più piccoli subiscono spesso la tortura di essere richiamati a riva dai propri genitori preoccupati.

Fra i bagnanti, ogni tanto, qualcuno cerca di farsi accompagnare a riva dalle onde: con una frequenza molto bassa un appartenente a quest’ultima tipologia comprerà un pezzo di polistirolo in edicola e cercherà di scendere giù da un onda. Tre anni fa, sulla spiaggia delle saline di Tarquinia io sono stato uno di loro.


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