Il Marme di Terraneo
Il Mar Mediterraneo è clinicamente morto da almeno 10 anni - e cioè, secondo me, da quando è scomparsa l’ultima foca monaca dell’Isola di S. Pietro - ma nessuno lo vuole ammettere.
Il Mediterraneo è infestato di barche a motore private, ci si pesca molto di più di quanto ci si dovrebbe pescare, le navi che ci navigano non sono controllate etc. etc. finendo con un classico “chi va al mare di inverno lo sa cosa vuol dire l’inquinamento”. Solo qualche aneddoto (e neanche tanto hardcore):
- a S. Marinella questo inverno un pescatore diceva che i pesci grossi, quelli che solitamente quando fa freddo riparano verso le coste, non arrivano più da qualche anno (perché a largo l’acqua è calda o perché non ci sono più? E perché quel pescatore stava lì a pescare se non c’erano più pesci? Cosa catturava? Piccole e indifesi pescetti?);
- a Campo di Mare questo gennaio c’erano una quantità di meduse sulla spiaggia da far venire l’orticaria solo a guardare (provate a digitare “invasione delle meduse” su goògle…);
- a Torre Flavia, circa un mese fa, ho rischiato di morire soffocato da una busta di plastica nera che mi si era attorcigliata in faccia dopo un’ingavonata standard (per non parlare degli stronzi galleggianti ed altre amenità del genere… comunque secondo Greenpeace in media nei fondali mediterranei si contano 1.935 “pezzi” di plastica per chilometro quadrato, vedi Mare nostrum, il più sporco del mondo);
- a fine giugno, ero in vacanza a Leuca: di fronte alla spiaggia in cui villeggiavo è affondata una nave “a causa delle avverse condizioni meteo” rilasciando carburante e olio in uno dei tratti di costa più puliti d’Italia. La puzza di nafta si sentiva per decine di chilometri, e vi assicuro che il meteo non era per niente avverso: sono stato tutto il giorno a prendere il sole, un libeccietto gentile lambiva le mie membra, non ho visto una nuvola (sì, ho serfato, ma il giorno dopo e più a nord, a Torre S. Giovanni). La verità è che quella nave faceva cagare, era vecchia, si è rotta perché prima o poi le cose vecchie si rompono.
Per porre rimedio a questa situazione bisognerebbe:
- vietare la pesca di tutti i generi e smettere di mangiare pesci per un bel po’ (facciamo 10 anni? I pescatori prendono il sussidio e zitti per favore);
- vietare l’uso di barche a motore private per sempre (punizioni corporali, più dure per chi ha redditi superiori ai 100.000 euro l’anno. Più dure ancora per i loro figli);
- tassare pesantemente il commercio marittimo (circa il 30% del valore del carico. La tassazione è devoluta interamente a progetti di salvaguardia e recupero);
- vietare le barche più vecchie di 5 anni (sanzioni corporali varie, molto crudeli);
- riformare il codice di navigazione in modo che i responsabili delle navi che affondano siano individuabili prima della catastrofe e non dopo. Nel caso di controversie prima si paga e poi si va in tribunale. Se poi gli armatori decidono di non armare più tanto meglio;
- Infliggere multe improbe e prigionia (e anche torture sofisticatissime) a chi, attraverso l’inquinamento “da terra” (acque dolci etc.), rende il Mediterraneo la merda che è (dice l’articolo succitato che la maggior parte dell’inquinamento proviene da terra);
- Tagliare le mani a chi butta cartacce in spiaggia (ci avete creduto, eh?).
In altre parole: nessuna pietà o nessuna ipocrisia, please. Il resto è solo monnezza.